mercoledì 1 dicembre 2010

wilma

ogni tanto giocavamo con il suo nome...un pò insolito se si pensa a una donna anziana...a una nonna...Wilmaaaa dammi la clavaa..
mamma è rientrata alle 10 quella mattina, io ero in casa a studiare. "non ti ha detto niente Anna?" "no" "è morta nonna"
Wilma era il nome di mia nonna, mia nonna è morta una decina di giorni fà.
ci ho messo un pò a scrivere questo post. non per inezia.
avviso i lettori: il post è il frutto di più giorni di scrittura, correzione e rivisitazione. sembrerò cinico, sdolcinato, luttuoso, strano, forse apparirò irriconoscente durante le varie righe sbrodolose...ma voglio che voi sappiate che c'era un sottile legame di tacito rispetto che legava me e mia nonna. non parlo di affetto, non dovete immaginare le nonne tipo nel visualizzare la mia, parlo di un legame..sottile...fatto della distinzione di ciò che è giusto e ciò che non lo è, fatto di telefonate occulte ed esclusive, fatto di pareri fuori dai denti e di risate complici.
Dicevo, non dovete immaginare la classica nonna che ti prepara i dolci e che ti vuole per forza abbracciare..mia nonna non era mai stata mamma e per questo non aveva l'indole affettuosa. Wilma era la seconda moglie di mio nonno, non era la madre di mia madre, i fratelli Grimm avrebbero scritto matrigna...era una donna un pò bambina. Era stata abituata a vivere da figlia unica anche se aveva 6 fratelli, era abituata a vivere  da signorina e anche da sposata amava fare a volte la preziosa, imbronciarsi, attirare l'attenzione. Non ha avuto figli da mio nonno e, come ogni donna che "subentra" in un nucleo famigliare di 5 figli rimasti orfani di madre, non ha avuto subito vita facile. Un detto che mia madre ogni tanto cita recita: "è inutile...se il figlio non ti passa da li non lo senti tuo", non posso valutarne la validità sociologica ma di sicuro per nonna è stato così.
Bisogna poi necessariamente ambientare nel tempo e nello spazio la cosa per poter comprendere altre sfaccettature dei suoi comportamenti...siamo nel sud..e stiamo parlando di una donna ultra 70enne.
Nonna mi aveva "rimproverato" in una delle ultime volte che l'ho vista di non essere andato a trovarla per prima...non è sempre facile dopo un viaggio di 6 ore ricordarti di salutare la nonna prima della zia che ti ospita...per lei era una questione di etichetta..la donna più anziana della famiglia va salutata per prima nel giro di parenti che si fa ogni volta che si va in Puglia, ecco, da questo punto di vista il legame nonna-nipote non era più forte di una giustizia tutta sua. Io non mi opponevo, sono sempre stato contrario a ste etichette stupide, ma a lei faceva piacere così e a me non costava fatica in fondo accontentarla.
Mia nonna era testarda, puntigliosa e testarda. Mi ha sempre ricordato una tartaruga, ne aveva una sull'assolato balcone della casa vecchia di nonno. Che bello che era quel balcone. era grandissimo, una terrazza bianca sempre assolata, calda, piena di vasi di piante grasse. Alla morte di mio nonno quella casa venne buttata giù e con essa scomparve l'ultimo ricordo della vita di mia madre prima che si fosse traferita a Mantova. Ricordo quel balcone con gli occhi del bambino che vedeva troppo poco spesso i nonni per non provare una sorta di riverente timidezza, ricordo quel balcone come un momento di gioco sottratto all'imbarazzo del non sapere che dire o che fare in una casa che non sentivo famigliare. Nonna mi ricordava la tartaruga che aveva sul balcone. un pò per la forma del suo labbro superiore, un pò per la lentezza, e sicuramente per la capacità di infilare la testa nel guscio e disinteressarsi del mondo attorno. Col tempo questa "capacità" discutibilissima si era acutizzata..ed era diventata pure un pò dispotica. La matrice era gia nell'indole comunque. Poco tempo fa aveva litigato con mio zio, una di quelle cazzate modello "io non ti parlo più" "non mi importa" per futili motivi e tanto orgoglio...e basta, non si parlavano più...dopo anni di assidua frequentazione..mio zio aveva le mani tra i capelli al funerale, il rimorso.
A nonna piacevo, piacevo in quanto figlio di mia madre perchè stimava mia madre ma le piacevo anche perchè ragazzo assennato, educato e pure un pò stronzo. A nonna piacevo anche perchè ho sempre avuto la corporatura di mio nonno, le ricordavo nonno. A nonna piacevo perchè ero l'unico nipote che si era iscritto a un'università.
Parlavamo di nascosto io e lei, più di una volta si è confidata, mi chiedeva cosa doveva fare in determinati casi, come secondo me avrebbe dovuto gestire un affare di economia, come si sarebbe dovuta comportare verso un nipote che a suo dire le aveva fatto uno sgarbo, si trovava bene quando veniva a Mantova.

Ogni Natale mi chiamava a casa sua il giorno della Vigilia a preparare per lei i pacchetti regalo che avrebbe poi distribuito. il tempismo non è mai stato un suo forte e nel casino generale io dovevo lasciare tutto e dedicarmi a lei e ai pacchetti (tra cui il mio) per almeno un'ora. Una vecchia, casalinga, "cazzo ne hai di tempo per fare i pacchetti" dicevamo tutti, proprio adesso che dobbiamo venirti a prendere per cena, tra cibo da preparare, posti a sedere a tavola da allestire, casino, bambini, saluti dei parenti...? tutti gli anni.
Prima di lasciare la Puglia con la macchina stracolma lei ci doveva dare una o due cose, mi faceva le mandorle con lo zucchero attorno.
Penso che la lontananza attutisca i colpi, mia nonna è morta e non avendo nemmeno partecipato ai funerali è come se non fosse mai successo. Può capitare che un mio cugino debba mettersi il gesso, ma passa talmente tanto tempo a volte durante l'anno da una volta che lo vedo e la seguente che la frattura guarisce e per me quassù è come se non fosse mai successa. Così è con nonna; non mi rendo conto che è morta. Lo riscoprirò a Natale.
Mia nonna aveva 6 fratelli. Forse uno o due sono ancora in vita. La casa in cui viveva mia nonna negli ultimi anni era stata acquistata con i soldi ricevuti dalla vendita della casa col bel terrazzo in cui abitava prima con mio nonno. Mio nonno aveva comprato quella casa quando Wilma non era ancora presente, quando c'era ancora mia nonna materna in vita. Senza un testamento l'eredità di mia nonna andrà ai 18 nipoti figli dei suoi fratelli e non ai figli e di mio nonno. Varie volte con nonna avevamo parlato del corredo che stava preparando per mia sorella, ma quella casa e il suo contenuto non ci spettano di diritto.
Da 17 anni che è morto nonno sono 17 anni che nonna passava le feste con la famiglia di nonno, con noi.
Wilma si ricordava tutte le date a memoria. Si ricordava cosa aveva mangiato al matrimonio di tizio e cosa caio aveva regalato a tizio. Era golosissima e diabetica.
Aveva da tempo comprato lo spazio funerario sotto la tomba di nonno, era inquietante vedere la lapide pronta...ma i posti scarseggiano...è un business. Aveva preparato anche il vestito per essere sepolta. Un vestito elegante, ma anche con qualche paiettes.
L'ultima volta che sono andato in Puglia è stato a Maggio. terza settimana di maggio....festa patronale. Lei era in un suo periodo di depressione, non ha voluto vedermi. si è scusata tanto, per telefono, si sentiva in difetto, il dovere "istituzionale" e la voglia di vedermi c'erano, non ne dubito, ma la spinta emotiva per rendere la casa e la sua persona altrettanto "istituzionalmente" adatte a ricevere gente non era sufficientemente forte. Oggi mi rimprovero per non aver avuto l'acutezza di proporle di vederci nel bar sotto casa, ma non avrebbe accettato.
Vorrei chiudere questo post noiosissimo con un messaggio di una persona cara, che mi è arrivato il giorno dopo la scomparsa di nonna:


 Qualche giorno prima di partire per Bologna mia nonna si è sentita male, ma poi è passato. I sensi di colpa li ho avuti anche io, se fosse morta allora non mi sarei perdonato molte piccole cose. E' normale che sia così, però mi tranquillizzava l'idea di averla fatta ridere spesso, di averla fatta stare bene. quando mi parli di lei mi viene in mente la foto in cui declami la poesia di Natale, non so se fosse la stessa nonna. Conoscendoti so che con te avrà fratto delle belle risate.
Pensa a questo.

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